Una ripartenza “controvento” fra sfide e opportunità

Lug 31, 2020

Il via libera dalla Regione Veneto era già arrivato nelle scorse settimane, quello della Presidenza del Consiglio per tutto il territorio nazionale è atteso nei prossimi giorni: con la ripresa a settembre si chiuderà una fase durissima – la più difficile nella storia recente, con una stima complessiva di un crollo di fatturato del 70% per le fiere italiane nel 2020 –e si aprirà una stagione che si preannuncia altrettanto complicata.

La kermesse che inaugurerà questo tempo di ripartenza sarà Antiquaria Padova, in programma dal 12 al 20 settembre. Dodici gli eventi fieristici, fra B2B e B2C, in programma fra settembre e dicembre. Confermato e atteso l’appuntamento con Auto e Moto d’Epoca, fra il 22 e il 25 ottobre, mentre gli eventi Green Logistics Intermodal Forum, il 12 novembre e Flormart City Forum, l’1 dicembre rappresentano due importanti momenti di confronto e matching in vista delle prossime edizioni del Salone internazionale della Logistica sostenibile e del Salone internazionale Florovivaismo verde e paesaggio. Per conoscere il calendario eventi completo: https://www.fieradipadova.it/calendario-2020/

IL PIANO FIERE IN SICUREZZA

La riapertura delle fiere è vincolata al rispetto di rigorose misure anti-contagio definite dalle linee guida stabilite dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Per non farci trovare impreparati all’appuntamento con settembre, abbiamo già implementato un articolato piano che mette al centro la salute dei visitatori senza appesantire o complicare l’esperienza di visita. Un secondo pacchetto di misure specifiche è stato invece messo in campo per i convegni e congressi.

LA RIPRESA PER SCONGIURARE UN EFFETTO DOMINO

Se la possibilità di avere una data certa per l’avvio su scala nazionale rappresenterà un primo segnale importante – un primo punto fermo da cui ripartire – il terreno perso in questi mesi di stop, 800 milioni di danni diretti per le fiere italiane e 1,4 miliardi se si considera l’indotto, costringerà il settore a una corsa controvento, irta di ostacoli, ma anche opportunità: una sfida che può essere affrontata solo con il supporto di una strategia forte di sostegno a livello nazionale, perché la crisi profonda del settore rischia di portare con sé pesanti ricadute sull’intero sistema economico, minando ambiti oggi più che mai strategici come l’export e la valorizzazione del made in Italy.