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Da Pininfarina a Bisazza, le voci di espositori e buyer: «Ad Africa ArchitecTour per stringere nuove partnership»

Lug 1, 2021

La soddisfazione – fra gli stand allestiti al padiglione 11 e nell’area dedicata agli incontri di matching – è palpabile.
Nella giornata della ripresa dell’attività fieristica con il debutto della nuova manifestazione Africa ArchitecTour, in Fiera si sperimenta con successo un format nuovo, disegnato per rispondere alla sfida del “new normal”.
La formula che propone un serratissimo programma di appuntamenti di matching one-to-one risulta apprezzata da aziende e buyer che, nonostante gli ostacoli logistici legati alle difficoltà degli spostamenti internazionali, hanno risposto in modo forte all’invito. Una tenacia ripagata dalla possibilità di vivere – in piena sicurezza – una due giorni segnata dall’incontro fra le aziende che rappresentano l’eccellenza del Made in Italy e i mercati di un’area ad alto tasso di crescita.

«Africa ArchitecTour è la prima fiera a cui partecipiamo dopo il lungo stop imposto dal Covid e siamo davvero felici di essere qui», è il commento di Giovanni De Niederhäusern, senior vice president Architecture Pininfarina, la divisione dedicata al real estate dell’azienda torinese icona dello stile nel mondo, vincitrice di numerosi premi internazionali fra cui il 2019 International Architecture Award. «I nostri partner ci chiedevano da tempo di tornare a incontrarci in presenza e dopo un anno e mezzo di relazioni a distanza si avverte il bisogno di ritrovare spazi fisici di incontro. Siamo una realtà che opera su scala globale, con filiali a Shangai e Miami e guardiamo con grandissimo interesse alle possibilità offerte dal mercato africano».

Fondata nel 1956, la vicentina Bisazza è leader mondiale nel mosaico in pasta di vetro: le sue straordinarie collezioni sono richieste in tutto il mondo e incontrano un interesse crescente anche nei paesi africani dove le decorazioni di interni ed esterni impreziosiscono ville private di cittadini facoltosi e, specie nel caso del Marocco, hotel di lusso. «Per la fascia di popolazione più ricca che dispone di grandi capacità di spesa – spiega il titolare Alessandro Bisazza – la casa è diventata uno spazio in cui rendere visibile il proprio status, ecco che viene curato con particolare attenzione ogni dettaglio. Di pari passo cresce anche un nuovo gusto del bello e del Made in Italy, si intensifica lo scambio fra studi di architettura in loco e studi di architettura europei. Alcuni dei nostri clienti sono cittadini africani che viaggiano molto, si dividono fra il loro Paese e l’Europa e questo genera nuove contaminazioni anche negli stili. Certo non mancano gli elementi di incertezza – talvolta il cambio repentino della situazione politica in un Paese costringe a un lungo stop dei progetti – ma nonostante tutto l’Africa è per noi un mercato di grande rilievo e questa manifestazione rappresenta un’occasione unica per approfondire nuovi incontri».

Nel segmento del lusso opera anche Bizzotto Italia di Rosà (Vicenza): una produzione di alta gamma – con collezioni che vanno dal classico al contemporaneo – destinata per il 95% all’export. «Con la Russia, la Cina e il Medio Oriente – spiega l’export manager Cristian Frigo – per il nostro business l’Africa rappresenta una delle aree più interessanti. Abbiamo già lavorato in Egitto, Nigeria e Marocco e intendiamo approcciare nuovi mercati».

Grande soddisfazione anche da parte dei 70 buyer intervenuti in Fiera. «Il Camerun è un Paese che sta vivendo un vero e proprio boom economico: sta crescendo una nuova classe media molto attenta al tema della casa, clienti che vogliono conoscere la provenienza dei prodotti, la storia delle aziende. Lavoro già con diverse aziende di eccellenza del Made in Italy e sono qui con l’obiettivo di attivare nuove partnership», spiega Ambroise Kouam Nzuaffo, sales manager di Bastos Design che opera a Yaoundé.

Africa ArchitecTour si chiuderà venerdì 2 luglio: una prima edizione – di successo – che rappresenta solo l’inizio di un nuovo importante percorso.